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La storia

Una leggenda lega la nascita di San Benedetto del Tronto al ritrovamento delle spoglie di un soldato della guarnigione romana, Benedetto, che si rifiutò di abiurare la sua fede cristiana e che fu quindi giustiziato e gettato in mare. Il corpo fu ritrovato il mattino seguente, continua la leggenda, da un contadino e fu riposto in una catacomba: attorno ad essa sorsero alcune capanne, poi i primi casolari che diedero origine al borgo di San Benedetto.

Ma gli storici sono di tutt’altro avviso: alcuni ritrovamenti archeologici testimonierebbero le origini romane, legate all’antica città di Alba Picena, sulla sponda destra dell’Albula. Il primo documento che riporta il nome del borgo, risale al 998, si tratta di un atto relativo all’investitura del beneficio dei SS. Vincenzo e Anastasio in territorio Acquaviva Picena, da parte di Uberto, vescovo di Fermo. In questo prezioso documento si parla di “pede sive terra et silva Sacti Benedicti”, riferibili senza dubbio al territorio sambenedettese. Nel 1145 passa in feudo a Bernardo e Azzo, figli di Gualtiero da Napoli; nel 1211 l’imperatore Ottone IV concede a Fermo i territori che vanno dal Tronto a Potenza. Nel 1245, Federico II imperatore, concede ad Ascoli un tratto di costa tra il Ragnola e il Tronto per costruirvi un porto fortificato. In questi anni iniziò una lunga serie di intemperanze tra Ascoli e Fermo, che coinvolse altri comuni e impoverì anche il sambenedettese.

A decimare ulteriormente la città contribuì una epidemia di peste nel 1478. Rimase pressoché disabitata finché non la ripopolarono profughi romagnoli e dell’alta Marca ai quali furono concessi terreni in enfiteusi. La storia della città é segnata da incursioni di turchi che catturano i marinai e li conducono in schiavitù; episodi che si rinnoveranno dal Cinquecento sino all’Ottocento. A partire dal 1650 il nucleo urbano si espande oltre le mura, nel 1754 nascono i primi sobborghi marini, Sant’Antonio e della Marina. Nel 1860 i Cacciatori della Alpi liberano la città dal dominio della Chiesa. Risale al 1896 il Regio Decreto che concede a San Benedetto l’attributo “del Tronto”; nel 1936 la frazione di Porto d’Ascoli é ricongiunta al suo territorio. Durante la Seconda Guerra Mondiale, e precisamente nel 1943-44, la cittadina subì 144 bombardamenti aerei e 6 cannoneggiamenti navali.